La prima volta che ho fatto il mio ingresso all’interno del Canile Comunale “Albadog” di Terralba è stato pervalutare Charlie, un simil Pastore Fonnese di circa 4 anni, finito in canile dopo aver conosciuto il maltrattamento umano.

Dopo anni di maltrattamento Charlie si è difeso, e lo ha fatto utilizzando l’unico strumento a disposizione: il morso.

Lo scontro con il proprietario gli è costato l’abbandono e qualche mese di isolamento in canile, con gli Operatori in difficoltà nella sua gestione data la mole del cane ed il costante comportamento aggressivo di autodifesa verso l’essere umano che Charlie aveva iniziato ad attuare con costanza.

Da persona che ha intrapreso la via professionale del Recupero Comportamentale specializzato in cani aggressivi, quando ho visto Charlie per la prima volta mi era ben chiaro che avrei continuato a frequentare il Canile di Terralba per molto tempo.

I segno del maltrattamento, fisico e psicologico, lasciano il segno, e sono inconfondibili.


Grazie alla Bau Club Onlus, che gestisce il Canile, ed al Comune di Terralba che ha avallato la richiesta, a dicembre 2024 è iniziato il mio lavoro di recupero con Charlie, ad oggi in corso.

Una delle esperienze più emozionanti della mia vita, nonché uno dei lavori più raffinati a livello comunicativo che io abbia mai svolto.

Il maltrattamento subito in precedenza da Charlie, lo ha portato a leggere ogni movimento dell’essere umano con molta attenzione e l’associazione negativa che l’esperienza precedente gli aveva creato mi ha impedito di poter usare con lui la tuta antimorso.

La tuta antimorso garantisce l’incolumità fisica nel caso di morso, ma pesando circa 13 chili non consente movimenti fluidi e credibili, portando spesso il cane sulla difensiva.

Charlie aveva già sofferto abbastanza, quindi ho deciso che l’interazione tra me e lui sarebbe stata pulita, trasparente e leale fin dal giorno 1, quindi zero tuta antimorso e tempistiche di lavoro dettate unicamente dal cane.

Tutti gli operatori del canile hanno tifato per Charlie e mi hanno messa nelle condizioni di svolgere il mio lavoro, seguendo le indicazioni richieste ed assecondando senza indugi le esigenze specifiche del cane, che aveva bisogno prima di tutto di essere tranquillizzato e rassicurato.

Il lavoro è ancora in pieno svolgimento, ma con orgoglio e commozione posso dire che l’amicizia che si sta creando tra me e Charlie è un dono prezioso che porterò con me per sempre.


Un cane che, dopo maltrattamenti, vive l’abbandono e si ritrova senza famiglia, è un cane che vive una serie di ferite profonde, indelebili, che alimentano la gioia e l’entusiasmo quando si intravedono i primi segni di rinascita.

Charlie sta rinascendo, e noi con lui.

Il canile è ben attrezzato, con tutte le strutture necessarie per garantire ai cani ciò di cui hanno bisogno per stare bene ed essere accuditi nel migliore dei modi.Anche il canile Albadog purtroppo è pieno, non finiscono gli abbandoni, le nascite figlie di randagismo, ignoranza e mancanza di controlli.

Questo rende il lavoro degli operatori molto intenso e, spesso, ricco di dispiaceri.

Tuttavia ci pensano sempre loro, i cani, a ricordarci che la vita va avanti, e che anche dopo colpi molto duri come “l’abbandono”, si può rinascere e credere in una nuova vita