Coprofagia canina: cause, segnali e strategie di intervento

Approccio educativo per affrontare la coprofagia nel cane


COPROFAGIA CANE

Una delle problematiche comportamentali meno tollerate dai proprietari è l’ingerimento di feci da parte del cane, che tornerà a casa portando un cattivo odore e – a volte – con la necessità di essere pulito su tutto il muso.

La coprofagia è frequente, più di quanto si possa immaginare, e può essere – a seconda dei casi – di natura fisiologica o patologica.

Quando è di natura fisiologica il cane smetterà di ingerire feci da solo, nel momento in cui cessano le condizioni che lo portano a mettere in atto questo comportamento, ad esempio la mamma che ripulisce i bisogni dei cuccioli.

Se invece la natura è patologica, e non nasconde problematiche legate alla salute fisica del cane, allora il comportamento sarà frequente e non potrà cessare se non attraverso la corretta diagnosi con successivo intervento.

La domanda corretta da porsi è: perché attua questo comportamento?


TIPOLOGIE DI COPROFAGIA

Tolte le distinzioni tra coprofagia fisiologica o patologica, un aspetto importante da valutare è il seguente:

  • Coprofagia autoriferita: il cane ingerisce le proprie feci;
  • Coprofagia intraspecifica: il cane ingerisce le feci di altri cani;
  • Coprofagia interspecifica: il cane ingerisce feci di altre specie;

Osserviamole da vicino, tenendo presente che un cane può presentare tutte e tre le forme contemporaneamente.


Coprofagia autoriferita

Il cane mangia i propri escrementi. Questo comportamento è molto frequente nei cani che hanno vissuto in spazi ristretti per un tempo prolungato, ritrovandosi a dover “pulire la tana” con frequenza, anche ingerendo le proprie feci.

Se la causa è questa, il cane smetterà in poco tempo non appena cambierà ambiente e stile di vita, con uscite, spazi aperti e una routine adeguata.

Un’altra motivazione può essere una cattiva relazione con il proprietario: spesso il cucciolo viene sgridato non appena sporca in casa.

Una delle conseguenze principali di questo approccio educativo scorretto è che il cucciolo tende a nascondersi quando deve fare i bisogni per evitare la punizione – spesso non compresa – e talvolta ingerisce le feci per nascondere il problema che crea conflitto con il proprietario.

In questi casi il rischio è che il malessere relazionale, protratto nel tempo, aumenti i comportamenti potenzialmente patologici e mantenga la coprofagia.

Queste sono generalmente le due cause principali, ma non le uniche.


Coprofagia intraspecifica ed interspecifica

Il cane ingerisce feci di altri cani o di altre specie, inclusa quella umana. Spesso dietro questo comportamento vi sono carenze alimentari o problemi di salute del tratto gastrointestinale: il cane cerca quindi di sopperire attraverso l’ingerimento di feci altrui.

Le feci del gatto sono particolarmente appetitose per il cane, così come quelle di bovini e capre, a causa della diversa alimentazione di queste specie.

In questi casi, prima di valutare la patologia comportamentale, è fondamentale analizzare gli apporti nutritivi assieme a un veterinario esperto in nutrizione.

Spesso viene consigliato uno spray per rendere le feci poco appetibili. Non funziona. È solo un tentativo di inibire il comportamento senza cercare la reale causa.


LE SOLUZIONI

Come scritto sopra, la prima cosa è valutare lo stato di salute del cane, approfondendo la componente alimentare con un veterinario specializzato.

Dopo aver escluso la parte veterinaria, si passa all’aspetto comportamentale, lavorando su relazione e gestione del cane in famiglia.


RISCHI

La coprofagia è un comportamento potenzialmente pericoloso: il rischio che il cane ingerisca parassiti attraverso le feci altrui è molto alto e – in alcuni casi – può risultare mortale.