Patologie comportamentali del cane

Capire se il cane soffre di patologie comportamentali

Innanzitutto bisogna distinguere queste due valutazioni, che possono essere rappresentate da comportamenti apparentemente simili, ma di natura completamente diversa.

Partiamo con il comportamento patologico.

Un comportamento patologico possiamo suddividerlo in due grandi macro aree:

  • Si può osservare un comportamento naturale, ma presentato dal cane con intensità estrema ed all’interno di situazioni, o contesti, che non giustificano la messa in atto del comportamento stesso. Si parla dunque di doti caratteriali “fuori soglia”, fuori controllo, che portano il cane a non essere lucido, o di comportamenti “viziati” dall’esperienza: il cane ha imparato che attraverso una determinata esasperazione comportamentale ottiene dei vantaggi, che possono essere interni (scarico di stress) o esterni (comportamento del proprietario pilotato dal cane);
  • Oppure possiamo osservare comportamenti anomali, come rincorrersi la coda, seguire luci o scatti di autolesionismo, ma non riconducibili all’ambito psichiatrico, bensì al contesto in cui il cane è inserito, alle relazioni che vive o ad un trauma pregresso.

In alcuni casi è utile la condivisione della valutazione tra professionista cinofilo esperto in rieducazione ed un medico veterinario comportamentalista, fermo restando che non vi potrà essere una modificazione comportamentale senza percorso rieducativo.

E la patologia comportamentale? In cosa si differenzia?

La patologia comportamentale riguarda prettamente l’ambito psichiatrico, deve essere diagnosticata da un medico veterinario comportamentalista e necessita dell’utilizzo di farmaci.

Sono casi abbastanza rari, e spesso riguardano cani dal passato estremamente traumatico, o provenienti da cucciolate abusive con tare genetiche.

Le più riscontrate sono le patologie ossessivo compulsive e l’apatia difensiva.

Le patologie ossessivo compulsive, come scritto sopra, vanno valutate attentamente, per comprendere realmente quanto la natura sia di origine psichiatrica o quanto il comportamento nasca dalla funzionalità sperimentata dal cane.

L’apatia difensiva invece generalmente presenta sintomi quali il disturbo del sonno, scarso appetito e perdita di peso, disinteresse agli stimoli esterni, difficoltà di concentrazione e tendenza all’isolamento.

Purtroppo sono sempre più frequenti casi in cui il comportamento del cane – soprattutto se aggressivo – viene etichettato come “patologia comportamentale” e non lo è, subendo un trattamento farmacologico che segna in modo drastico il suo futuro e la sua personalità.

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