Pica nel cane: cause, segnali e strategie di intervento

Come affrontare la pica: osservazione e supporto comportamentale



PICA NEL CANE

Una delle problematiche comportamentali più pericolose e temute dai proprietari è il picacismo, ovvero la propensione del cane a mangiare – e quindi ingerire – oggetti non commestibili, quali plastica, stoffe o altro.

È necessario fin da subito fare una precisazione, ovvero prendere in considerazione l’età del cane. Un cucciolo appena arrivato in famiglia non conosce il mondo attorno a sé, ed è normale che vada a raccogliere dati nell’ambiente utilizzando naso… e denti.

Per questo motivo, se un cucciolo ingoia oggetti non commestibili non si può parlare di vero e proprio problema comportamentale, bensì di problema gestionale: è il proprietario che ha l’onere di creare un ambiente su misura di cucciolo, dove l’esplorazione non sia pericolosa e permetta al cane di sviluppare la curiosità in modo corretto e con i giusti stimoli.

La lettura è molto più delicata invece quando si parla di un cane adulto e maturo, ovvero perfettamente in grado di riconoscere ciò che è commestibile da ciò che non lo è, e di ispezionare gli oggetti in modo consapevole.

Un cane adulto che ingerisce materiale non commestibile nasconde spesso problematiche di natura relazionale e gestionale, che lo portano a trovare una via fuga pericolosissima, che risuona come “grido di aiuto”.


Le possibili cause

Per quanto riguarda il cucciolo, come già scritto, l’esplorazione dell’ambiente prevede soprattutto l’utilizzo di naso e denti, quindi è importante che la famiglia lo metta nelle condizioni di non farsi del male, in modo particolare nei momenti di solitudine, ovvero quando nessuno può tenerlo sotto controllo.

Nel cane adulto la situazione è più complessa, e le cause sono di diversa tipologia.

  • Cause relazionali: incomprensioni, conflitti o bisogni sociali non soddisfatti possono spingere il cane verso comportamenti patologici come via di fuga dal malessere.
  • Cause gestionali: uno stile di vita scorretto o non adeguato al carattere del cane può produrre stress, noia e frustrazione, sfociando anche nel picacismo.
  • Cause alimentari: carenze nutrizionali possono indurre il cane a cercare ossessivamente alternative alimentari, fino a ingerire oggetti non commestibili.
  • Cause gastrointestinali: patologie digestive possono generare malessere cronico che porta il cane a mettere in atto comportamenti compensativi per trovare sollievo.
  • Ipertiroidismo: ansia, irritabilità, metabolismo elevato e stress possono contribuire all’insorgenza del picacismo.
  • Cause tumorali: alterazioni fisiche rilevanti possono modificare drasticamente il comportamento del cane, inducendolo a ingerire oggetti pur senza precedenti di questo tipo.


Le soluzioni

Nel momento in cui il cane manifesta il comportamento, la prima cosa da fare è verificare lo stato di salute del cane, dando priorità assoluta alla componente fisica.

Un professionista del comportamento può intervenire solo se il cane è fisicamente sano. In caso contrario, il percorso rischia di essere inefficace o addirittura dannoso.

Una volta esclusi i problemi fisici, si valuta la parte comportamentale e relazionale: il rapporto cane–famiglia, la gestione quotidiana e la soddisfazione dei bisogni fondamentali.

Spesso, però, il problema peggiora la relazione con il proprietario perché le soluzioni istintive adottate tendono ad essere:

  • forzare l’apertura della bocca per togliere l’oggetto;
  • imporre la museruola in modo costante.

Questi interventi aumentano la diffidenza, accelerano l’ingestione dell’oggetto e possono generare aggressività legata al possesso.

Lo stesso succede con il cucciolo, al quale spesso si chiede un comportamento da cane adulto, ignorando la necessità naturale di esplorare. La prima forma d’amore verso un cucciolo è la protezione, non la pretesa.


L’utilizzo di farmaci

Esclusa la componente fisica, dal punto di vista comportamentale – ad oggi – non è mai stato necessario ricorrere a farmaci per trattare il picacismo.

Una relazione sana e una gestione corretta rimangono gli strumenti più efficaci in assoluto.